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Edgar Degas

Vita, opere, stile e Impressionismo: scopriamo insieme chi era Edgar Degas!

Conosciuto come “il pittore delle ballerine”, grazie alle sue opere Edgar Degas è considerato tra i massimi esponenti dell’Impressionismo.

Pittore, scultore e grande appassionato della fotografia, ha amato la sua arte più di ogni altra cosa.

Edgar Degas, La lezione di danza (1874), Musée d’Orsay, Parigi
Edgar Degas, La lezione di danza (1874), Musée d’Orsay, Parigi

Studi e formazione

Primo di cinque figli, nasce a Parigi il 19 luglio 1834.

La sua è una famiglia benestante: suo padre aveva una banca di proprietà a conduzione familiare, motivo per il quale inizia a studiare legge. Nel 1854 abbandona subito questo percorso per dedicarsi alle arti della pittura, della scultura e del disegno. I suoi genitori notano il suo talento e per questo lo supportano, permettendogli di allestire un atelier in casa e dandogli così la determinazione per diventare un artista già all’età di vent’anni.

Nel 1855 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Parigi e la sua istruzione artistica risente soprattutto dello studio degli antichi maestri. Si ispira ad artisti come Eugène Delacroix e Jean-Auguste-Dominique Ingres: in particolare conosce di persona Ingres, il quale gli suggerisce di disegnare molte linee per diventare un artista vero. Non a caso la tecnica nella quale Degas eccelle particolarmente è proprio il disegno.

Edgar Degas, Cavalli da corsa davanti alle tribune (1866-68), Musée d’Orsay, Parigi
Edgar Degas, Cavalli da corsa davanti alle tribune (1866-68), Musée d’Orsay, Parigi

Come la maggior parte degli artisti, anche Degas intraprende un viaggio di studio in Italia, dove vive dedicandosi alla pittura storica dal 1856 al 1859. Dopo questa esperienza fa ritorno a Parigi, e da questo comincerà un percorso artistico che gli permetterà di essere riconosciuto tra i più grandi artisti del mondo.

Edgar Degas, L'orchestra dell'Opéra (1868), Musée d’Orsay, Parigi
Edgar Degas, L’orchestra dell’Opéra (1868), Musée d’Orsay, Parigi

Degas e l’Impressionismo

A contribuire al cambio di tenenza artistica del pittore è stato l’incontro con l’impressionista Édouard Manet. I due si incontrarono al Louvre, posto amatissimo da Degas, e tra loro nasce una amicizia che rimarrà sempre legata a questo luogo. Fu proprio Manet ad incoraggiarlo ad entrare nel gruppo degli impressionisti.

In realtà anche a Degas stavano strette le regole dei Saloon dell’epoca, per cui accetta volentieri, ma senza evitare di rimarcare quella differenza tra il suo stile, dettato dallo studio dei classici e dal lavoro in studio, e quello degli altri impressionisti.

Edgar Degas, L'assenzio (1876), Musée d’Orsay, Parigi
Edgar Degas, L’assenzio (1876), Musée d’Orsay, Parigi

Da quel momento Degas partecipa a sei delle sette mostre organizzate dagli impressionisti. In particolare alla prima mostra organizzata il 15 aprile del 1874, la quale non riscuote il successo meritato, come descritto meglio nel post dedicato all’Impressionismo.

Curioso è che Degas mantiene sempre una certa distanza tra il proprio stile e quello degli impressionisti. In particolare critica espressamente la tecnica dell’en plein air non amando affatto la pittura all’aperto.

Nonostante ciò, l’intera vita di Edgar Degas e le sue opere vivranno per sempre condizionate dallo stile dell’Impressionismo!

L’Impressionismo e il raggiunto successo

In una delle mostre impressioniste ha esposto una delle sue più belle opere, annoverata come capolavoro di avvio alla scultura in senso moderno, cioè “Danzatrice quattordicenne” (1880-1881): innovativa sia par la scelta del soggetto, in quanto la ragazzina era troppo magra per i canoni dell’epoca, ma soprattutto per la scelta dei materiali, ovvero bronzo e cera uniti a stoffa e capelli veri (immagine sotto).

Edgar Degas, Ballerina di quattordici anni (1881), National Gallery of Art, Washington DC
Edgar Degas, Ballerina di quattordici anni (1881), National Gallery of Art, Washington DC

Anche Degas, come il collega Claude Monet, ha raggiunto fama e successo meritati, esponendo anche oltre oceano, in particolare a New York nel 1886. 

Parigino per eccellenza, chi meglio di lui avrebbe potuto e saputo descrivere il mondo e la vita di Parigi dell’epoca, romantica ed elegante ma anche un po’ snob. E lo fa mantenendosi in maniera così fedele alla realtà, quasi come lo scatto di una fotografia, altra arte a cui Degas era appassionato.

Edgar Degas, stile, opere e Impressionismo

Edgar Degas compie un’operazione differente rispetto a Monet e a Renoir. L’artista non vuole rappresentare la sola percezione retinica colta nella sua immediatezza, ma un’immagine rielaborata attraverso la memoria. La mente interviene in un procedimento selettivo che comporta delle scelte nel campo della rappresentazione. Degas, infatti, dipinge in studio basandosi su schizzi tratti dal vero, ma li modifica e li filtra secondo una idea personale. La sensazione visiva diventa una “struttura di pensiero”. Lui stesso ha affermato:

“Nessuna arte è meno spontanea della mia”.

Ne deriva che la spontaneità delle scene da lui rappresentate è solo apparente, perché frutto di lunghe ore di studio in atelier.

I soggetti preferiti, legati alla realtà della vita parigina, sono le corse dei cavalli (Cavalli da corsa davanti alle tribune, 1866-68), il mondo dei caffè (L’assenzio, 1876), il teatro e la danza, tema che costituisce l’occasione per lo studio del movimento e della gestualità (La lezione di danza, 1874).

Edgar Degas, Le stiratrici (1884), Musée d’Orsay, Parigi

Intorno al 1880 Degas si rivolge a nuovi soggetti: amava ritrarre figure femminili, soprattutto ballerine ma anche donne impegnate nel proprio lavoro, come lavandaie e sarte (Le stiratrici, 1884).

Nonostante amasse ritrarre soggetti femminili, i suoi colleghi lo definiscono misogino. Infatti non prese mai moglie, probabilmente perché considerava le donne solo seconde alla sua arte.

Dipinge con pastelli e colori ad olio.

Edgar Degas, La tinozza (1886), Musée d’Orsay, Parigi

Gli ultimi anni

La morte dell’amico Manet nel 1883 ha rappresentato un duro colpo per Degas, e questo ha contribuito all’aggravarsi dei gravi problemi oculari di cui soffriva già da una decina di anni. A causa della vista carente passa dalla pittura ad olio al pastello, perché quest’ultima tecnica gli permette di stare più a contatto con tela.

Questa patologia oculare peggiora privandolo quasi del tutto della vista e spingendolo a ritirarsi a vita privata in solitudine. Nel 1908 realizza le sue ultime opere con i pastelli e i disegni, e si concentra principalmente sulle sculture

Edgar Degas, Autoritratto (1854-55), Musée d’Orsay, Parigi

Muore il 27 settembre 1917 a Parigi, sua città natale, all’età di ottantatré anni a causa una emorragia celebrale.

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