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Impressionismo

Tecniche, opere ed artisti: scopriamo insieme l’Impressionismo!

L’Impressionismo nasce a Parigi nella seconda metà del XIX, cambiando e rivoluzionando per sempre il mondo dell’arte in soli pochi decenni con le sue tecniche, opere ed artisti.

Claude Monet, I papaveri (1873), Musée d'Orsay, Parigi
Claude Monet, I papaveri (1873), Musée d’Orsay, Parigi

Nascita dell’Impressionismo

Nel 1874 si forma a Parigi un gruppo di artisti indipendenti denominato Société Anonyme Cooperative. Si tratta di giovani di talento, un po’ scapestrati e anticonformisti, tra i quali troviamo pittori diventati famosi sotto il nome di Impressionisti.

Il 15 aprile di quell’anno il fotografo Felix Nadar allestisce una mostra indipendente nel suo studio, come forma di protesta alle esposizioni ufficiali dei Salons. Ad essa partecipano pittori quali Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley e Pierre Auguste Renoir, ma il risultato non fece ben sperare.

La mostra, infatti, non incontra il favore positivo della critica. La loro tecnica rapida e senza ritocchi, che fa uso solo del colore con l’intento di rendere con immediatezza l’impressione visiva, si posiziona in netto contrasto con l’arte accademica dell’epoca.

L’Impressionismo e la sua incomprensione

La ricerca visiva impressionista rappresenta una vera e propria svolta nella storia dell’arte. I pittori impressionisti, infatti, rifiutano la cultura accademica dell’epoca e le sue regole, considerandole antiquate… regole che gli Impressionisti ritenevano ostacolo alla creatività.

Lo stesso nome “Impressionismo” deriva dal giudizio poco lusinghiero del critico d’arte Louis Leroy.

Egli, prendendo spunto dall’opera di Claude Monet Impressione, levar del sole, fece dell’ironia sul modo di dipingere di quel giovane gruppo di artisti, considerando le loro opere incomplete, poco più che “impressioni”, appunto.

Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri (1880-82), Philips Collection, Washington
Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri (1880-82), Philips Collection, Washington

Ne deriva che i primi tempi per gli Impressionisti non sono stati facili. Qualche mese dopo dalla loro prima mostra nello studio di Nadar, il gruppo è costretto a organizzare una vendita delle opere presso l’hotel Drouot a Parigi per recuperare fondi da destinare a nuove mostre.

Purtroppo con il ricavato riescono appena a coprire i costi delle cornici.

Artisti: Claude Monet (1840-1926)
Stile artistico: Impressionismo
Opere: Porto ad Argenteuil (1874)
Dimensioni: 60,50x80 cm
Tecniche: olio su tela
Ubicazione: Musée d'Orsay, Parigi
Edgar Degas, La classe di danza (1874), Metropolitan Museum of Art, New York City

Perché questo?

Non vi è un programma preciso nel gruppo impressionista, né un interesse politico o ideologico.

Ciò che li lega è la comune avversione per l’arte ufficiale e accademica dei Salons, il disinteresse per il soggetto, la propensione per i paesaggi e le nature morte. Ma più di tutto vi è il rifiuto per il tradizionale atelier, a favore del lavoro en plen air“, cioè all’aria aperta.

Impressionismo: tecniche, opere ed artisti

Le opere degli Impressionisti descrivono la vita nei caffè, nelle strade, nelle campagne, nei paesaggi, nei locali notturni immersi nella città di Parigi, rappresentati esattamente lì dove lo sguardo dell’artista osservava.

Impressionismo: tecniche, opere ed artisti
Camille Pissarro, Boulevard Montmartre di notte (1897), National Portrait Gallery, Londra

Vogliono rappresentare la bellezza del mondo senza rifugiarsi nel racconto di vicende storiche oppure mitologiche, come aveva fatto fino ad allora la pittura tradizionale.

Dipingevano la realtà così com’è e come viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge. I colori non sono più mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate.

Impressionismo: tecniche, opere ed artisti
Édouard Manet, ll bar delle Folies-Bergère (1881-82), Courtauld Gallery, Londra

Per questo gli artisti impressionisti adottano la pittura “en plein air”. Abbandonano il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo” e cogliere così l’infinita varietà delle sfumature che compongono i colori.

Si spostavano con il cavalletto da campagna portatile e dei colori in tubetto, ed è proprio qui che nasce la tecnica pittorica dell’impressionismo: una stesura di colori per tocchi rapidi, accostamenti e macchie.

Anche le ombre assumono una rilevanza diversa e non sono più date dal grigio oppure dal nero, ma da diverse gradazioni di colore che creano ombre colorate.

L’importanza della luce nelle opere Impressioniste

Impressionismo: tecniche, opere ed artisti
Claude Monet, Lo stagno delle Ninfee (1899), Musée d’Orsay, Parigi

La carica rivoluzionaria e l’importanza di questa corrente artistica sta proprio nell’uscire all’esterno per guardare il mondo e trasferirlo sulla tela. Così facendo cercano di descrivere le vibrazioni della luce, che è diversa a seconda dell’ora del giorno in cui ci si trova.

Curioso è che alcuni degli artisti impressionisti, in particolare Monet e Renoir, spesso posizionavano i loro cavalletti uno di fianco all’altro per dipingere lo stesso paesaggio e confrontare le opere una volta ultimate.

Ciò che importa è la soggettività dell’artista, le sue emozioni e percezioni perciò, secondo la sensibilità di ognuno, gli stessi paesaggi vengono rappresentati in modo diverso.

Dunque l’Impressionismo è riuscito a rivoluzionare il mondo dell’arte con le sue tecniche anticonformiste e le sue opere, e grazie alla caparbietà dei suoi artisti.

Impressionismo: tecniche, opere ed artisti
Claude Monet, Porto ad Argenteuil (1874), Musée d’Orsay, Parigi

Diffusione dell’Impressionismo

Per la sopravvivenza degli impressionisti, fondamentale fu l’intervento dell’imprenditore francese Paul Durand-Ruel, uno dei pochi a credere in quel gruppo di giovani artisti fin dall’inizio.

Tra il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir ecc.

Monet, a proposito di Durand, disse:

“Senza Durand saremo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto”.

Da allora l’Impressionismo si diffuse in Europa grazie anche alla rapidità con cui un’opera poteva essere dipinta. A molti impressionisti non occorrevano più di 15 minuti per realizzare un dipinto, e divenne facile trovare nelle case borghesi dell’epoca diversi quadri impressionisti.

Ma furono proprio le diverse personalità del gruppo degli impressionisti a mettere in crisi l’autenticità della tecnica impressionista. Come descritto nel post dedicato al Post-Impressionismo, si assisterà ad un abbandono della visione ottica dell’artista a favore della visione interiore.

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